Dalla prigionia alla rinascita: Luca Locci incontra gli studenti nell’aula magna del Liceo Fermi.

Tutto parte dal motto: «Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso».
Con questa riflessione carica di significato si è aperto giovedì 22 ottobre, nell’Aula Magna dell'Istituto, un profondo momento di memoria e crescita personale organizzato nell'ambito del progetto d'Istituto “Dietro le Righe: Dialoghi ravvicinati con l’Autore”.
Protagonista dell'incontro è stato Luca Locci, testimone di uno dei capitoli più bui della storia sarda: il rapimento subito nel 1978 dall'Anonima Sequestri, quando aveva soltanto sette anni. Ad ascoltarlo, in un clima di partecipe silenzio, centinaia di studenti delle classi 3A, 3F, 2O, 2E e 2I.

La mattinata si è aperta alle ore 10:00 con l’introduzione del Prof. Angelo Pisanu che, insieme al Dott. Sandro Biccai, ha guidato l'introduttivo dialogo con l'autore. Un excursus che ha ripercorso la tragica vicenda del 24 giugno 1978, quando il piccolo Luca fu strappato ai suoi giochi davanti a casa a Bosa Marina al tramonto, mentre la città era incollata alla televisione per la finale per il terzo posto dei Mondiali di calcio tra Italia e Brasile. Una prigionia durata 93 lunghissimi e durissimi giorni nel soprasuolo dell'isola, terminata solo dopo il pagamento di un riscatto di circa 300 milioni di lire.

Il momento più toccante della prima parte dell'evento si è consumato quando la parola è passata alla lettura di alcuni fra i passaggi più intensi del libro memoriale scritto da Locci. A dare voce ai pensieri, alla paura e alla speranza di quel bambino di sette anni segregato nell'ombra è stato Gianmarco Ticca Fenudi, un alunno della scuola primaria che ha proprio sette anni, la stessa età che aveva Luca al momento del sequestro. Un passaggio ideale di testimone tra generazioni che ha emozionato profondamente il pubblico presente.
Nella seconda parte dell'incontro, la conferenza si è trasformata in un dibattito aperto. Gli alunni e le alunne, accompagnati dai docenti Lucia Gali, Assuntina Deiana, Luisa Ladu, Rosetta Palmas e Maurizio Vatieri, hanno colto l'opportunità per rivolgere domande dirette all'autore, condividendo riflessioni su temi fondamentali come la resilienza, l'importanza della memoria e la capacità di ricostruirsi di fronte alle ferite più profonde della vita.
Attraverso la sua testimonianza da adulto, Luca Locci ha ricordato non solo l'impatto devastante che la piaga dei sequestri di persona ha impresso sulle vittime e sulle loro famiglie, ma anche il segno profondo lasciato sul tessuto sociale ed economico della Sardegna. Un messaggio di dignità e speranza che, alle 12:30, al termine della manifestazione, gli studenti hanno riportato nelle rispettive aule insieme a una preziosa lezione di vita.
